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domenica 15 maggio 2011

Nichi Vendola a Marina di Ragusa:ecologia, libertà e politica

Oggi 15 maggio 2011 il candidato a sindaco di Ragusa Sergio Guastella, insieme al PD, Sinistra Ecologia e Libertà e Italia dei Valori, ha invitato il presidente della ragione Puglia Nichi Vendola che, tra musica e festeggiamenti, ha tenuto un discorso basato sulla satira politica che man mano andava a contestare l'operato del governo con delle condanne tutt'altro che lievi. La folla ha apprezzato molto la parte del discorso riguardante il referendum del 12\13 giugno, sul quale il nostro blog ha fatto un servizio che apparirà a breve sul sito. Vendola ha ribadito l'importanza di andare a votare, non per il benessere di un partito ma per il benessere pubblico, in quanto, nel caso non si arrivasse al quorum, passeranno le leggi che promuovono l'energia nucleare, la privatizzazione dell'acqua e il legittimo impedimento. Con queste tre "porcate", come le ha definite Vendola, verranno colpiti tre punti fondamentali del nostro Paese: il bellissimo panorama naturale verrà deturpato dalle centrali nucleari, l'acqua bene comune verrà privatizzata e tassata, tanto che possiamo andare a raccogliere la pioggia con le bacinelle, sperando che non vengano privatizzate anche le nuvole, e il principio per cui "La legge è uguale per tutti". Sembra ovvia la risposta del popolo a questo referendum, ma incredibilmente questo problema non sembra stimoli tanto l'interesse pubblico, come abbiamo anche verificato nelle nostre interviste. Vendola attribuisce la colpa di questo disinteresse all'elevata quantità di TV spazzatura che gran parte degli italiani apprezza, sviando l'attenzione da questioni di ben più elevata importanza come il futuro della propria nazione e dei propri figli.

Intervista al Vescovo di Ragusa

sabato 14 maggio 2011

Problemi risolti

Mi scuso con tutti i lettori del blog ma a causa di problemi tecnici riguardanti il sito ci è stato impossibile postare nuove notizie. Riprenderemo subito il nostro lavoro con la pubblicazione di due interviste di un certo spessore. Grazie della pazienza

giovedì 12 maggio 2011

Primo Levi, poi metti

"Ogni tempo ha il suo fascismo. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti sottili modi la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine". Questa frase sembra detta da un personaggio politico odierno che, come fa la maggiorparte, cerca di gettare fango sull'attuale governo additandolo e definendolo "fascista e assolutistico" ma in realtà è una citazione dello scrittore Primo Levi, che in un'intervista degli anni '70 ha risposto alla domanda "Cosa ha reso possibile la nascita del fascismo in Italia . Senza dubbio ha avuto una forte intuizione; non vorrei dire che il nostro Paese si sta avviando verso un regime dittatoriale ma è d'obbligo riportare i pensieri e le riflessioni di uomini che in passato si sono posti il problema di capire chi ci governi e perchè. La motivazione è la stessa che spinse Montesquiet nel '700 a teorizzare la divisione dei poteri come la conosciamo noi oggi, cioè potere legislativo, esecutivo e giudiziario. Loro sono arrivati a delle conclusioni semplicemente osservando il mondo intorno a loro. Ed è proprio questo che noi dobbiamo fare: ossrvare ed interrogarci, "senza aspettare che lo Stato faccia qualcosa per noi ma alzarci e iniziare a fare qualcosa noi per lo Stato", come diceva J.F.Kennedy. Ma molti questa partecipazione attiva la vedono quasi come un'utopia, qualcosa di irrealizzabile e, conoscendo l'italiano medio, è estremamente improbabile che ciò accada.

martedì 10 maggio 2011

Proposte

Se qualcuno avesse richieste per servizi inviatele a:

ragusainforma@yahoo.it

Le proposte possono essere fatte anche in forma anonima.
Grazie in anticipo.

lunedì 9 maggio 2011

Lo Stato ha sbloccato gli appalti e la mafia riapre i cantieri

Aldo Moro: 33 anni di misteri

Nella giornata di oggi, di 33 anni fa, venne ritrovato, nel baule di un'auto, il corpo senza vita del segretario di Democrazia Cristiana Aldo Moro, che era stato fino ad allora tenuto sotto sequestro dalle Brigate Rosse per 55 giorni. Sull'omicidio la procura iniziò immediatamente ad indagare trovando i colpevoli e, anche grazie all'intervento del Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa, riuscì a smantellare l'intera rete delle Brigate che in quel periodo aveva seminato paura e terrore nel Paese. Dopo l'omicidio Moro, le Brigate Rosse ebbero solo un breve periodo di attività gambizzando qualche politico e minacciando il Gen. Dalla Chiesa, ma la lotta al terrorismo poteva dirsi conclusa. Nate nel 1970 da un gruppo di tre ragazzi con ambizioni molto grandi, le BR seguivano i modelli di movimenti violenti e rivoluzionari già esistenti in europa, basandosi su idee Marxiste-Leniniste; il loro obiettivo principe era una dittatura del proletariato che riuscisse a governare uno Stato laico e democratico. Purtroppo, come sappiamo, i ragazzi sono pieni di fantasia e il loro progetto andò in fumo;anzi divennero, addirittura, capro espiatorio di qualsiasi attentato fosse avvenuto in Italia. Infatti alcune delle stragi degli anni di piombo vennero considerate, dallo Stato, opera delle BR, ma, in quel periodo (1968-1969), l'organizzazione terroristica non era ancora nata. Qui sorge spontanea una domanda, perchè lo Stato si ostina tanto a trovare falsi colpevoli quando gli attentati erano già stati definiti come "attentati di mafia"? Perchè, quando il Gen. Dalla Chiesa trovò dei documenti sulle BR, Andreotti li fece scomparire? Fatto sta che la morte di Aldo Moro è ancora avvolta da mistero, tanto che non si sanno con certezza le motivazioni che hanno spinto le BR ad uccidere il segretario della DC, anche se, da ultime indagini, risulta che alcuni documenti siano in mano ai servizi segreti. Ancora una volta lo Stato sa più del popolo.

Peppino Impastato, eroe contemporaneo!

"Nato nella terra dei vespri e degli aranci
negli occhi si leggeva la voglia di cambiare
la voglia di giustizia che lo portò a lottare.."
Così scrivono i Modena City Ramblers su Peppino Impastato, giovane siciliano che, negli anni '70 con la collaborazione di amici e sostenitori, intrattenne nella sua cittadina un'ardua e "spietata" lotta alla mafia.
Avvicinatosi da piccolo agli ideali comunisti, Peppino non volle sottostare all'indole mafiosa della sua famiglia e, ben presto, dopo esser stato cacciato di casa dal padre, avviò un'attività culturale che aveva come primo obbiettivo quello di lottare ed imporsi contro gli esercizi mafiosi nel suo territorio.
Da quel momento in poi tutta la sua vita lo vedrà impegnato in tale costante sforzo: dapprima con la creazione di un giornalino e poi di "Radio Aut".
Con "Radio Aut" Peppino denunciò per due anni i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini.
Testardo, ostinato, animato da un'enorme voglia di giustizia, niente avrebbe potuto fermarlo se non la morte...
La sua presenza era divenuta troppo ingombrante e le sue denunce troppo esplicite, così Tano Badalamenti, boss mafioso del territorio palermitano, pensò di eliminare il problema alla radice: nella notte tra l'8 e il 9 maggio del '78, Peppino viene assassinato e il suo corpo viene fatto esplodere sui binari della ferrovia con una carica di tritolo.
Ora come allora, i vari Tg e giornali non accennano alla morte di questo grand'uomo... 33 anni fa, la notizia fu offuscata dal "casuale" ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, oggi i mezzi di comunicazione sono distratti dalle influenze di certi "signori" che preferiscono oscurare la storia di Peppino.
Tuttavia, Peppino, rimani nella nostra memoria e noi, come te, vogliamo gridare al mondo che "La mafia è una montagna di merda!" e nel nostro impegno contro di essa siamo orgogliosi di prenderti come esempio.

Un barbiere per il signor Vincenzo!

A cosa può portare la disperazione per la morte di un proprio caro? Immaginiamo adesso, che questo caro, sia proprio vostro figlio. Immaginate che questa persona sia stata uccisa davanti ai vostri occhi. A questo punto, non può mancare un pizzico di mistero: non si sa perché sia stato assassinato e da chi.
Non vi sembra di aver già sentito qualcosa di simile? Mi riferisco al caso Nino Agostino, uomo della scorta di Giovanni Falcone, ucciso il 5 agosto '89 assieme alla moglie Ida Castelluccio che portava in grembo il loro bambino, davanti agli occhi increduli del padre Vincenzo.
Da quel funesto giorno, quest'ultimo, non si taglia più né barba né capelli come forma di protesta contro chi di dovere, in quanto sulla loro morte si è indagato poco, se non nulla, fino ad arrivare alla sentenza del 2005 dove la questura di Palermo impone sul caso il segreto di stato.
Antonino oltre ad essere un poliziotto, faceva parte dei servizi segreti. In quel periodo stava indagando intorno al fallito attentato dell’Addaura. Probabilmente venne eliminato in seguito a qualche sua scoperta sul caso, eppure il
collaboratore di giustizia Oreste Pagano ha dichiarato che «è stato ucciso perché voleva rivelare i legami mafiosi con alcuni della questura di Palermo. Anche sua moglie sapeva: per questo hanno ucciso anche lei». Inoltre secondo il pentito di mafia Giovanbattista Ferrante, Totò Riina ordinò un'indagine interna a Cosa Nostra per individuare i responsabili dell'omicidio, ma «Anche lui non riuscì a sapere nulla».
Ma il mistero non finisce qui! La sera stessa della strage (perché è stata una strage!) la polizia riportò al signor Vincenzo il portafoglio del figlio. Questi, non capendo che cosa se ne potesse fare, lo lancio contro il muro, facendolo cadere rovinosamente e scoprendo degli appunti del figlio. Tra questi ne emerge uno in particolare che recitava qualcosa di simile: " Se dovesse accadermi qualcosa, cercate nel mio armadio.". I poliziotti se ne accorsero e con la figlia si diressero in casa Agostino controllando il suddetto armadio. Infine se ne andarono concludendo: "Abbiamo preso tutto, possiamo andarcene."

Cosa avranno mai trovato tra le memorie di Nino? Qualcosa di così compromettente per cui valga la pena di imporre il segreto di stato su un simile omicidio? Probabilmente non lo sapremo mai. Eppure i suoi genitori, i suoi amici, conoscenti, anche persone che non hanno mai conosciuto direttamente Nino, non smettono di chiedere chiarezza, giorno per giorno affinché tutti noi potremo rivedere il volto del signor Vincenzo, offuscato da così tanta “sfortuna”.
Invito inoltre, chiunque volesse, a firmare via web per togliere il segreto di stato su questo delitto. Di seguito il Link:
http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=4013&catid=21&Itemid=42

domenica 8 maggio 2011

Grazie

Grazie a tutti gli angeli

Post di benvenuto

Questo blog è la concretizzazione della volontà di alcuni ragazzi di avere maggior informazione e che hanno capito che l'unico modo per essere InFormati è quello di InFormarsi da soli. Il nostro intento è quello di capire cosa succede nella nostra città, purtroppo piena di giornalisti impiegati che, pur di guadagnare, divulgano il falso o il poco vero. Facendo ciò riusciremo a tenere InFormati i giovani per mantenere InForma la nostra città.

sabato 7 maggio 2011

Ragusa InForma

Ragusa InForma ,come si capisce dallo stesso titolo, è un blog che ha come scopo l'informazione in tutti i campi. Creato da un gruppo di ragazzi stufi dell'informazione frivola e strumentalizzata il blog vuole essere una voce fuori dal coro, con la speranza che un giorno questo sito possa diventare un faro per chi vuole sapere realmente, per chi non ce la fa più a sottostare, a sentire determinate notizie e ignorarne altre, per chi insomma ha voglia di cambiamento.